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Custodi di Memoria: racconta e conserva la storia dei terremoti

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Custodi di Memoria: racconta e conserva la storia dei terremoti

Un oggetto, una fotografia o una storia di famiglia possono trasformarsi in una fonte preziosa per ricostruire la memoria dei terremoti. Anche piccoli ricordi personali aiutano a comprendere come gli eventi sismici hanno inciso sulla vita delle comunità: non solo numeri, ma tracce che parlano di luoghi, persone e pratiche quotidiane.

Partecipa a "Custodi di Memoria": perché è utile condividere ricordi ed oggetti

La Call To Action “Custodi di Memoria” promuove la raccolta di testimonianze, fotografie, oggetti e documenti collegati a terremoti del passato. L'obiettivo è costruire un archivio che metta in relazione esperienze individuali con conoscenze scientifiche per valorizzare la memoria collettiva e supportare studi storici e sismologici.

Partecipare è semplice: si possono inviare immagini digitali, descrizioni dell'oggetto o del racconto, informazioni sul luogo e sulla data dell'evento. Questi contributi aiutano i ricercatori a contestualizzare dati strumentali e ricostruire l'impatto sociale degli eventi sismici.

Se desideri consultare la lista degli ultimi terremoti, visita la nostra sezione dedicata, sempre aggiornata in tempo reale.

Cosa inviare e come preparare il materiale

È consigliato allegare fotografie chiare e una descrizione che includa: luogo (paese o frazione), periodo approssimativo, funzione dell'oggetto (ad esempio un vaso rotto, una porta deformata, un dispositivo di misura), e la storia orale collegata. Dettagli pratici come il materiale dell'oggetto o le condizioni di conservazione sono utili per la valutazione.

Per le immagini, scattare foto da più angolazioni e, se possibile, includere un riferimento di scala (ad esempio un righello o una moneta) migliora la comprensione. Se si dispone di documenti scritti o ritagli stampa, digitalizzarli con una risoluzione leggibile e indicare la fonte originale.

Formato dei contributi e tutela della privacy

I contributi possono essere inviati in formati comuni (JPEG, PNG per immagini; PDF per documenti; testo semplice per descrizioni). È importante indicare se il materiale può essere reso pubblico o se deve rimanere riservato: la gestione della privacy e dei diritti d'autore viene specificata al momento della raccolta.

Quando si includono testimonianze orali, trascrivere o allegare una breve nota che indichi la relazione con la persona che racconta (ad esempio: testimone diretto, racconto familiare) e il consenso alla pubblicazione se previsto.

Come la memoria aiuta la ricerca e la prevenzione

La raccolta di ricordi e oggetti fornisce informazioni qualitative che completano i dati strumentali. Ad esempio, fotografie e testimonianze possono chiarire danni edilizi, modalità di occupazione del territorio o pratiche costruttive che influenzano la vulnerabilità. Questo tipo di conoscenza è utile per studi storici, piani di tutela del patrimonio e strategie locali di riduzione del rischio.

Termini tecnici: sismogramma — registrazione strumentale dell'oscillazione del suolo prodotta da un terremoto; sismografo — lo strumento che registra il sismogramma. Questi dati forniscono la magnitudo e la profondità dell'evento, mentre le testimonianze aiutano a valutare l'impatto umano e ambientale.

Consigli pratici per chi vuole contribuire

Prima di inviare il materiale, verificare la leggibilità dei file e raccogliere tutte le informazioni disponibili: luogo, data approssimativa, descrizione e ogni dettaglio che possa collegare l'oggetto all'evento sismico. Conservare le copie originali e inviare solo copie digitali per la condivisione.

Per approfondire le azioni da intraprendere in caso di terremoto o per preparare un kit personale di emergenza, sono disponibili risorse pratiche come le raccomandazioni operative e la lista degli elementi utili in un kit di emergenza.

Fonte: INGV — per informazioni sulla Call To Action e dettagli sull'iniziativa, consultare la pagina ufficiale: Terremoti del passato. Partecipa alla Call To Action “Custodi di Memoria”.